Usabilità e Soldi Persi: il Caso Expedia

Usabilità e Soldi Persi: il Caso Expedia Ciao, già altre volte ho parlato dell’usabilità dei siti Internet, ecommerce o meno. Credo però che sia importante continuare a battere questo tasto perché fare bene un sito Internet (bene avendo come meta far compiere una o più azioni ai propri potenziali clienti) significa avere ben chiaro ciò che vogliamo che l’utente ci possa fare. Un bell’esempio di come un piccolo (insomma) errore di usabilità ha determinato una ingente perdita di denaro è il caso Expedia, raccontato da Joe Megibow, responsabile dell’ottimizzazione del noto portale di viaggi. Megibow ha raccontato, durante una conferenza a Las Vegas del 27-28 Ottobre 2010 dedicata al sistema di web analytics SAS, che analizzando le statistiche di Expedia lui e il suo team hanno rilevato che molti utenti non avevano completato il loro acquisto per una banale errore: nel form di pagamento, sotto al campo del nome, è stata erroneamente inserita la dicitura “Company” invece di “Name”. Cosa è successo? Semplice: parecchi navigatori confondendosi avevano inserito in questo campo non il proprio nome ma quello della propria banca :-) E quindi, mi dirai tu? Quindi avevano proseguito, inserendo come indirizzo quello della banca stessa e non quello di casa propria (per coerenza con  il campo compilato precedentemente), e quando avveniva il processo di verifica delle carte di credito ovviamente le transazioni non venivano autorizzate (l’indirizzo immesso non corrispondeva a quello dell’intestatario della carta, ovviamente). Le stime hanno poi messo in luce che la semplice rimozione del campo “Company” dal form di acquisto dei pacchetti viaggio rappresenta in denaro ben 12 milioni di dollari in più all’anno. Cosa te ne pare? Sarà il caso di verificare continuamente l’usabilità e di analizzare sempre e in modo continuativo i dati statistici relativi al vostro sito Internet? :-)

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