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Siti web e diritto d’autore: non è un paese per ©opioni!

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Il web potrebbe essere considerato come una terra di nessuno, ma anche nell’indisciplinato far west arriva lo sceriffo a fare giustizia! Anche la rete ha le sue regole e se rubi vieni rinchiuso dentro la rete di Google Maps senza GPS. Il diritto d’autore in rete ha i confini sfumati, ma esistono comunque degli strumenti per mettere al sicuro i propri contenuti e far valere il diritto d’autore.

Non è un paese per copioni

Grazie a Google, online i contenuti di qualità si possono trovare facilmente. Ma sempre grazie a Big G. i copioni vengono puniti e relegati alle ultime pagine. Il motore di ricerca è uno dei maggiori promotori del diritto d’autore online, poichè penalizza i contenuti duplicati, facendo retrocedere le pagine che li ospitano. Quindi, per non perdere la propria posizione sui motori di ricerca, è necessario pubblicare sempre contenuti originali e di qualità.

Questa minaccia non è sempre un valido deterrente: nasce così la necessità di proteggere le proprie opere. Il diritto d’autore in Italia è disciplinato dalla legge numero 633 del 22 aprile 1941 e dal codice civile.

La normativa vieta la riproduzione incontrollata dei testi, a meno che non si tratti di una riproduzione parziale apparsa in una recensione o durante una discussione (pensiamo ai forum di discussione e ai blog). Si parla, in questo caso, di diritto di citazione, non valido ai fini commerciali. Inoltre, è sempre obbligatorio citare la fonte ovvero il sito internet e l’autore.

Diritto d’autore: vogliamo le prove!

Quando si parla di violazione del diritto d’autore non si deve confondere il plagio (quando una persona ruba un testo fingendosi autore dello stesso) con la riproposizione (il contenuto viene riproposto in un altro sito non fingendosi autore ma violando il diritto patrimoniale, ovvero la perdita di profitto e anche quella di immagine dell’autore).

Il diritto d’autore nasce nel momento stesso in cui si crea l’opera:  una fotografia, un testo, un romanzo, una canzone ma anche una pagina web. Tuttavia, dimostrare la paternità di un’opera non è affatto facile: sono necessarie le prove. In Italia il modo più veloce è quello di iscrivere l’opera alla SIAE oppure affidare la raccolta di opere ad un notaio che possa certificarne la titolarità. Entrambi i modi sono piuttosto costosi e molti ci rinunciano.

copyleft e copyright

©esare quel che è di ©esare: come dimostrarlo?

Per dimostrare di essere l’autore di un’opera esistono, per fortuna, modi più economici. Per registrare ufficialmente la data di creazione di un contenuto si può stampare in forma cartacea e inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, tenendo insieme i documenti senza aprirli. Si può anche inviare il contenuto via email ad una persona neutrale (non deve appartenere alla propria cerchia di amicizie, collaboratori, parenti): la data di invio dell’email è una prova.

Dopo aver creato l’alibi perfetto arriva il momento di metterlo nero su bianco, pixel su pixel, anche online. Nella pagina web, accanto al contenuto, si pubblica sia la data di creazione che quella di registrazione, non dimenticando l’indicazione del nome. Se si è particolarmente affezionati all’argomento, si possono avvisare tutti gli utenti attraverso una pagina dedicata alla tutela del diritto d’autore.

Cosa puoi fare se vedi i tuoi contenuti su un altro sito?
La prima cosa che puoi fare è ottenere un contatto e invitare i copioni ad eliminare dal sito i tuoi contenuti, scrivendo un’email di diffida e specificando che il contenuto è protetto da copyright e registrato e che puoi fornire le prove della paternità. Nel messaggio dovrai specificare il lasso di tempo entro cui si dovrà provvedere a rimuovere il contenuto. Se non ottieni risposta puoi affidarti all’hosting del sito, ovvero il servizio che ospita il sito web sui suoi server, richiedendo la rimozione della pagina incriminata. Ricordati che, per avviare questa procedura, devi avere le prove tangibili della titolarità del tuo contenuto.

Ora finalmente puoi rivendicare la paternità del meme che fa il giro del mondo,

dichiarando che sei tu: ubriaco, a testa in giù, in una fontana. 

Noi, comunque, non siamo gelosi, puoi condividere e diffondere il link a questo articolo!

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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