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Come sfruttare la semantica in una strategia SEO

Semantica SEO
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A volte ci sembra che Google ci legga nella mente e interpreti alla lettera ciò che cerchiamo nel suo motore di ricerca.

Non c’è neanche bisogno di cliccare sul testo “Mi sento Fortunato” perchè la fortuna è cieca, ma Google ci vede benissimo e ormai può addirittura offrire la migliore risposta alla tua domanda.

Infatti, oggi le SERP sono sempre più personalizzate: il motore offre risultati differenti in base alle abitudini d’uso delle persone.

Mister G. is watching YOU? No, nessuna realtà parallela distopica, la verità è che il motore si è evoluto e ha imparato prima ad associare i significati delle parole e ora, pian piano, sta iniziando ad interpretarli muovendosi all’interno di un campo semantico sempre più ampio.

Ma come fa Google a capire quello che vogliamo?

Come abbiamo accennato, il motore per offrire i migliori risultati alla query degli utenti usa la semantica.

Cosa è la semantica? Si tratta della scienza che si occupa di studiare il significato delle lettere, delle parole, delle frasi ed infine dei testi.

In poche parole Google lavorando con la semantica è in grado di associare un contenitore (forma) ad un contenuto (significato). E offrire nei risultati di ricerca il migliore contenuto per una data domanda, la query.

Capisce veramente tutto?

Google è pur sempre un software perciò è in grado di associare i significati univoci e collegare sinonimi, ma se iniziamo ad usare metafore, metonimie, ossimori e altre figure retoriche… lui si perde. E magari ci assegna pure un pagerank* molto basso.

*Il pagerank è un valore che Google attribuisce alle pagine web indicizzate che, insieme ad altri fattori, determina il posizionamento nella SERP. Generalmente più alto è il pagerank, migliore è il posizionamento. 

Il posizionamento su Google non si conquista solo con le parole: sono anche altri gli elementi coinvolti. Per esempio, l’autorevolezza del sito, la popolarità dell’autore, la struttura delle pagine e altri fattori che abbiamo elencato in un articolo precedente.

Ti ricordiamo che Google non è un essere umano ma una macchina e come tale può valutare solo i termini denotativi e non quelli connotativi.

Per esempio, se scrivo “Maria è furba” Google capisce benissimo a cosa mi riferisco, ma se invece pubblico un articolo in cui dico che “Maria è una volpe” probabilmente vedremo in SERP Maria tra le diverse specie di volpi presenti in natura. Sì, anche su Google Immagini.

Tipi di Volpe su Google immagini
Tipi di Volpe su Google immagini

Google per migliorare i suoi risultati associa parole che già fanno parte del suo vocabolario e le unisce cercando un significato complessivo all’interno di un testo. Più il testo è denotativo e più Google potrà inserirlo in una SERP attinente.

Parola ai SEO: come ci si muove?

Il SEO copywriter deve essere in grado di farsi comprendere da Google, senza sembrare troppo sterile e poco invitante per chi legge.

No, non ti stiamo dicendo di limitare la tua vena creativa, ma di seguire qualche regola per renderla comprensibile ma soprattutto utile per la tua strategia di marketing (perchè qui parliamo di vendite online e non di arte cubista).

Scrivere un testo SEO friendly significa anche questo: scegliere bene le parole da usare, cercando sempre di pensare che lo spider di Google passerà da noi e tenterà di capire cosa stiamo dicendo, per poi affibbiarci una posizione nella SERP.

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti, e noi non possiamo che essere d’accordo con lui. Anche Google lo è.

Noi, oltre a consigliarti la lettura del libro di Francersco Margherita (Manuale di SEO Gardening, Dario Flavoccio Editore s.r.l. 2015), ti possiamo consigliare di fare molta attenzione alle parole che scegli e soprattutto agli esperti di cui ti circondi per migliorare la tua strategia SEO.

Vuoi fare una chiacchierata con noi? Ci occupiamo di questo e ti promettiamo che non useremo parole incomprensibili e troppo tecniche. Scopri cosa possiamo fare per la tua strategia SEO!

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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