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SEO link building: ecco cosa non devi fare!

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La link building è una delle tematiche più controverse della SEO: anche se Google negli anni ha ridotto l’importanza verso i collegamenti da una pagina all’altra, sono ancora tanti gli esperti SEO che usano i link in entrata ed uscita nelle loro strategie. A volte a casaccio, procurando solo un danno al loro sito.

La verità è che oggi chi fa link building cammina sui carboni ardenti e, per non scottarsi, deve conoscere le regole di Google, che decide chi scende e chi sale in SERP.

Ma non vogliamo essere troppo epici, passiamo alla pratica: quali sono le caratteristiche di un buon link? E, soprattutto, quali errori è meglio evitare?

Link building: cosa è cambiato?

Agli albori della SEO la link popularity era la carta vincente su cui scommettere per migliorare il posizionamento: lo scambio di link era all’ordine del giorno e creare una rete di collegamenti ipertestuali da e verso i siti web era un gioco che poteva portare molti risultati.

Google dava credito soprattutto ai link in entrata: per cui farsi linkare da un sito esterno era una importante garanzia di qualità. Tuttavia, questi link non erano sempre spontanei, ma venivano acquistati per migliorare il posizionamento.

Così, poteva succedere che un sito mediocre si trovasse in cima alla SERP non per un reale merito, ma piuttosto perché aveva comprato un bel po’ di link.

Con diversi algoritmi (in particolare Penguin e il suo aggiornamento), Google ha messo fine a questa pratica, iniziando la sua personale guerra al link selvaggio: ora chi esagera e non rispetta le regole rischia di avere una bella penalizzazione.

Per questo motivo è fondamentale evitare la compravendita di link, ma inserire nel proprio sito web solo collegamenti a pagine che realmente possono costituire un valore per l’utente e che hanno una certa autorevolezza (Wikipedia, enti ufficiali e grandi organizzazioni internazionali o, ancora, testate giornalistiche).

Tuttavia, nonostante i numerosi moniti di Matt Cutts, sono ancora tanti coloro che usano i link come caramelle, inserendoli qua e là all’interno delle loro pagine. Tuttavia, oggi fare link building significa conoscere le regole di Google e rispettarle, cercando di evitare determinati errori.

Ma quali sono questi famosi sbagli? Ti suggeriamo alcune azioni da non fare per evitare l’ira di Google.

Fare link building: errori da evitare

Quando parliamo di link intendiamo i collegamenti ipertestuali verso o da altri contenuti online. Esistono infatti i “link in entrata” e i “link in uscita”.

Nella link building questi due elementi devono imparare a dialogare senza parlarsi addosso, cioè devono convivere in equilibrio all’interno di un testo, apparendo solo quando sono davvero utili all’utente.

Strafare – in un senso o nell’altro – significa offrire un disservizio al lettore e questo è visto da Google come un peccato mortale.

Se hai un sito, non inserire troppi link, ma allo stesso tempo evita di non metterne neanche uno ( per paura, magari). Trova il tuo equilibrio pensando a cosa può davvero risultare utile a chi legge. Come puoi scoprire se hai fatto un buon lavoro? Leggi più volte ciò che scrivi e calati negli occhi dell’altro.

Un secondo errore piuttosto diffuso è quello di non operare una scelta attenta delle pagine esterne da linkare, inserendo all’interno del proprio sito anche fonti scadenti o (come direbbe Google) con un basso TRUST.

Ma cosa è questo TRUST?
Il trust (già trustrank) è il livello di autorevolezza di un sito. Per esempio, il trust di un quotidiano come La Repubblica è sicuramente più alto di quello del blog anonimo di Pincopallino.

Con la SEO funziona così: se ti circondi di link con un trust alto, probabilmente Google associerà lo stesso livello di trust anche al tuo sito. Allo stesso modo, se nella tua vita ti circondi di cattive compagnie, anche la tua reputazione ne soffrirà.

Questo discorso vale anche al contrario: se vuoi che un sito linki il tuo, scegline uno con un alto trust.

Ora passiamo all’errore successivo. Per spiegarci meglio ti poniamo una domanda: quante volte, quando ascolti il discorso di un’altra persona con cui sei d’accordo, ripeti “Ha ragione“? Probabilmente una, giusto? Altrimenti sembrerebbe che ti abbia pagato o che tu sia, al massimo, leggermente schizofrenico.

Bene, ciò vale anche con i collegamenti ipertestuali nel tuo sito: non c’è bisogno che linki innumerevoli volte una stessa pagina. Basta una. E anzi ti diciamo di più: ogni link successivo al primo la tua pagina perde valore.

Infine, ti diamo un suggerimento circa la coerenza del link che usi in una pagina o, perchè no, in un guest post.

Il collegamento deve essere sempre coerente con ciò che scrivi, in particolar modo con il suo anchor text. Non puoi linkare uno studio medico dentro l’anchor text “succo di banana” in un articolo in cui parli delle ultime tendenze della moda. Google penserebbe “Questo ha bisogno di un esorcista o… sta facendo spam“.

Insomma, quando inserisci un link preoccupati che sia più naturale possibile: usalo solo se è attinente con ciò che scrivi, se non lo hai mai usato e se il sito web esterno ha una buona reputazione agli occhi di Google.

Se segui queste tre piccole regole, la link building per te sarà una vera opportunità di Google. In caso contrario ti aspetta l’oblio.

Anatomia del link: non sottovalutarla

Quando parliamo di link building non dobbiamo pensare solo alla “sostanza” del collegamento, ma anche alla sua forma, o meglio alla sua anatomia: dove lo posizioniamo nella pagina? Lo usiamo in un’immagine o in un testo?

Le domande sono tante ma noi abbiamo le risposte, almeno a quelle principali.

  • La posizione del link nella pagina. Dove lo inserisco? Non nell’header, non nel footer ma nel corpo o body del testo!
  • Si, ma esattamente dove? Ok, inseriscilo all’inizio del testo e non ne parliamo più.
  • Sei indeciso se inserire un link in un’immagine o nel testo? La seconda opzione è quella giusta, i link alle immagini hanno un valore inferiore per Google.
  • Parliamo infine della lunghezza della anchor text: più è concentrata e ridotta, maggiori sono i risultati. Un link in una anchor text costituita da più termini dividerà il suo valore tra tutte le parole che la compongono. Perciò meglio usare una parola secca e scegliere bene il tipo di collegamento da inserirci.

Creare una strategia di link building non significa esclusivamente mettersi d’accordo con altri tre o quattro siti e giocare a scambiarsi link come fossero figurine, anzi questo è proprio ciò da EVITARE.

Fare link building significa conoscere le regole di Google e i suoi algoritmi, studiando quali sono i siti esterni che potrebbero portare valore al nostro e creando una rete ben articolata tra i collegamenti interni, in modo da dare valore a chi legge: la soddisfazione del lettore dovrebbe essere il fine ultimo di ogni admin. E ciò coincide anche con gli obiettivi di Google.

Ora hai davanti a te due strade, rischiare di annodarti con tutti questi link, collegamenti, nodi e piroette o affidarti ad una squadra di esperti che può offrirti un progetto SEO efficace, studiato sui tuoi bisogni e sulle caratteristiche del tuo business. Hai scelto la seconda? Bene, scopri cosa possiamo fare per te!

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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