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Search intent: perchè è importante studiarla?

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Capiamo quali sono le intenzioni dell’utente durante la ricerca online

“Cosa stiamo cercando, capo? Non lo so, lo scopriremo quando lo troveremo!”

Questo scambio di battute è molto popolare nei libri gialli e polizieschi: solitamente viene interpretato dai due personaggi principali, che ancora non hanno ben chiaro cosa vogliono… ma tutte le carte in regola, e gli indizi, per scoprirlo quanto prima!

Se in un libro, un dialogo di questo tipo può avere il suo effetto; quando realizzi la strategia SEO per apportare traffico qualificato al tuo sito devi pensare anche a qual è l’intenzione di un utente che fa una ricerca online. 

La search intent è proprio il motivo che spinge una persona a fare una specifica ricerca su Google o affini, ed è quindi strettamente collegata all’obiettivo che vuole ottenere, al problema che desidera risolvere. 

Oggi non è più sufficiente lavorare in base alle keyword, ma occorre capire come le parole possono essere usate dall’utente per raggiungere il suo obiettivo. I motori sono ormai così evoluti e le SERP tanto personalizzate che la search intent è un fattore usato per organizzare i contenuti all’interno dell’elenco dei risultati di ricerca. 

Ma come si può capire qual è l’intenzione dell’utente e quali sono gli strumenti che permettono di soddisfarla? 

Search intent: la differenza tra ricerca informativa e bisogno d’acquisto

Quando parliamo di Search Intent è necessario differenziare tra due principali tipologie di ricerca in cui è coinvolto l’utente:

RICERCA INFORMATIVA
in questo caso l’utente si affida al motore per avere un’informazione, digitando in modo chiaro ciò che sta cercando. Una volta raggiunto questo obiettivo, non effettua altre operazioni. Non è mosso da fini commerciali.

RICERCA LEGATA ALL’ACQUISTO
L’utente vuole comprare un prodotto o servizio e si affida al motore digitando specifiche informazioni capaci di portare più o meno vicino all’azione finale, la conversione dentro l’e-commerce.

Ti abbiamo già spiegato, in un articolo precedente, che ogni utente ha delle caratteristiche specifiche e intraprende il “viaggio” verso l’acquisto in modo strettamente personale, ecco perchè è importante essere presenti in ogni fase di questo processo: sia, per esempio, quando il consumatore è indeciso tra due prodotti; o quando vuole maggiori informazioni sulle caratteristiche di un articolo o non sa ancora quale sia la soluzione per lui.

La search intent permette di costruire una strategia SEO ancora più mirata, in modo da offrire all’utente ciò che realmente desidera. Il segreto è proprio quello di usare le parole giuste al momento giusto!

L’intenzione dell’utente e l’algoritmo Hummingbird: qual è il legame?

Con la nascita dell’algoritmo Hummingbird, Google ha fatto un bel salto di qualità, spostando l’attenzione sulle semplici parole chiave e cercando di comprendere i contenuti dei siti web basandosi anche sul contesto e sulle altre keyword usate. 

Al centro di questa operazione c’è una maggior attenzione alla semantica e al contesto che oggi svolgono un ruolo fondamentale per determinare l’intenzione dell’utente. 

Per comprendere cosa una persona cerca veramente Google restituisce diversi tipi di risultato, ecco perchè oggi le ricerche tra diversi utenti web possono apparire leggermente diverse!

Ecco alcuni aspetti che Google prende in considerazione quando costruire la SERP per ogni tipologia di utente:

La cronologia

Il motore analizza le ricerche di un utente per comprendere abitudini e interessi.

Topic

Un bisogno può essere espresso in tanti modi dall’utente, che usa sinonimi o parole correlate, anche in sessioni di ricerca diverse. Il motore registra queste informazioni per offrire risultati sempre più corretti.

Tasso di rimbalzo

Ebbene sì, non esiste solo su Analytics, ma anche in una SERP. Se l’utente clicca su un sito, pensando abbia la risposta ai suoi bisogni, e poi esce immediatamente, Google registra questa azione. Se il Bounce Rate di un sito aumenta, il motore può anche decidere di affidargli una posizione meno visibile in SERP. Ecco perchè è inutile cercare di ingannare il motore con parole d’effetto se poi il contenuto della pagina non è coerente.

Come vedi, la SERP ormai è un elenco dinamico: ogni utente ne ha uno sempre più improntato sui suoi interessi. Per questo motivo un bravo esperto SEO non deve limitarsi a capire quale parola chiave usare, ma deve eseguire un lavoro più complesso per intercettare i bisogni primari degli utenti.

Comprendere, analizzare, progettare e mettere in pratica. Tante attività un solo obiettivo: vendere. Vuoi raggiungere con successo risultati reali? Fatti guidare: scopri subito cosa abbiamo pensato per te!

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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