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Marketing tradizionale VS marketing digitale: cosa cambia?

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Parliamo delle nuove frontiere del marketing! 

Le origini del concetto di “Marketing” risalgono agli anni ’60 e vengono attribuite all’economista italiano Giancarlo Pallavicini. Grazie alle sue ricerche e attività può essere considerato il padre della disciplina. I suoi concetti vennero poi sviluppati da Philip Kotler.

Diede diverse definizioni, tra cui la seguente: 
“Il marketing è l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.” (Fonte: Wikipedia).

Con il passare degli anni, le esigenze del mercato si sono evolute, e di conseguenza sono mutate anche le attività effettuate per conquistare il consumatore.

Oggi voglio parlarti proprio di questo: il passaggio dal marketing tradizionale a quello digitale. Per comprendere come conquistare il consumatore occorre capire come si sono cambiati gli strumenti a disposizione e le abitudini di acquisto. Scopriamolo insieme. 

Il marketing tradizionale

Ogni attività di marketing è messa a punto con un preciso obiettivo: creare valore e soddisfare i bisogni di un preciso segmento di mercato, quello costituito dal proprio target per realizzare profitto per la propria azienda. In una parola, VENDERE. Per fare questo l’azienda deve proporre servizi o prodotti rivolti ad una specifica nicchia, un gruppo di persone con specifiche esigenze, gusti, abitudini e così via.

Negli anni l’approccio delle aziende nei confronti del cliente è cambiato radicalmente. 

Il marketing tradizionale era incentrato sul paradigma delle 4 P (Product, Price, Place, Promotion) conosciuto come Marketing Mix.  

  • PRODUCT è il prodotto, ovvero il bene o servizio in vendita per soddisfare determinati bisogni del consumatore;
  • PRICE è il prezzo stabilito per l’acquisto del prodotto o servizio, deve corripondere ciò che il consumatore è disposto a pagare per avere il determinato bene;
  • PLACE può essere assimilato alla distribuzione e riguarda l’insieme delle attività necessarie per permettere al consumatore di avere il prodotto. Il modo più tradizionale è quello del punto vendita.
  • PROMOTION è la promozione, ovvero le attività volte a pubblicizzare il bene in modo che venga conosciuto dal cliente di riferimento.

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E il cliente, che ruolo aveva in quest’ottica? Come puoi notare, questo approccio lo relega ad un ruolo secondario: è l’azienda che provvede a lui, creando il prodotto, stabilendo il prezzo e incontrandolo nello spazio grazie alla promozione. 

Nel marketing tradizionale l’azienda è posta al centro, come il sole nel sistema solare, i clienti sono i pianeti che le ruotano intorno. Di conseguenza, anche il modo di rivolgersi al consumatore è lineare e caratterizzato da un legame unidirezionale, dall’alto al basso (top-down). 

Pensa agli anni ’70 e ’80. A quei tempi non esisteva la Rete, non era possibile scrivere una recensione di un prodotto, nè parlarne sui social netowork… 

Negli anni ’80 si guardava uno spot alla tv, uno spot e non si aveva neanche la possibilità di scrivere un eventuale stato di disapprovazione su Facebook, non c’erano account digitali in cui scrivere la propria lamentela, niente di niente. Al massimo se ne parlava con un’amica, con il proprio giro, non con l’intero mondo. Per dire, una pubblicità come quella della Barilla, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente, avrebbe fatto poco scalpore. Lo stesso vale per lo spot con la canzoncina di Pittarosso.

Poi sono arrivati i contenuti virali, gli influencer, il Real Time Marketing, Gianni Morandi e i social network. Ora la pubblicità è fatta soprattutto da chi USA il bene, e non da chi lo vende.

Marketing digitale: la pubblicità non è di chi la fa, ma di chi gli serve

Massimo Troisi, nel bellissimo film “Il Postino” lo diceva per la poesia, ma io penso si possa adattare anche al marketing. 

E sì, perchè nell’era digitale tutto cambia: è il consumatore ad avere il “coltello dalla parte del manico”. Ha un reale potere decisionale perchè oggi il mercato offre lo stesso prodotto in mille salse, ma può anche interagire in modo facile con l’azienda.

D’altro canto anche i brand posono studiare dettagliatamente i propri clienti-tipo costruendo un’offerta sempre più attenta e diversificata. Ed è proprio l’esigenza di proporsi in modo diverso a seconda della persona (o meglio della buyer persona) che ha portato alla nascita dell’Inbound Marketing.

Mentre nel marketing tradizionale la comunicazione era a senso unico e dall’alto al basso: l’azienda parlava ad un cliente passivo; oggi è bidirezionale, caratterizzata da un dialogo continuo e reticolare: il cliente può interagire e conoscere l’azienda da diversi canali. 

Ecco perchè è fondamentale per un’azienda farsi conoscere con il branding e proteggere la propria reputazione: questi aspetti influiscono sempre di più sulle vendite. Oggi marketing e vendite sono strettamente legati tra loro! 

La differenza tra i due tipi di marketing è strattamente legata alla capacità di ascolto e comunicazione. L’azienda deve saper intercettare i bisogni dei propri clienti, dialogare sempre, anche e soprattutto quando non sono soddisfatti del prodotto o servizio. Conquistare un cliente è la maggiore aspirazione per un brand, perchè la fedeltà è la moneta più preziosa in un mercato competitivo, ricco di offerte, sottocosti, e canti di sirene che fanno a gare per essere più intonate e suadenti. Occorre puntare alla customer loyalty! 

Tu come lavori? Ti affidi ancora al metodo tradizionale, mettendo in primo piano il tuo brand con slogan, spot e paroloni o ti occupi di ascoltare e soddisfare i tuoi clienti in modo proattivo? Cerca sempre di essere un passo avanti ai tuoi competitor e metti in primo piano i tuoi clienti!

Comprendere, analizzare, progettare e mettere in pratica. Tante attività un solo obiettivo: vendere. Vuoi raggiungere con successo risultati reali? Fatti guidare: scopri subito cosa abbiamo pensato per te!

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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