fbpx

BLOG

Influencer marketing: ecco di cosa si tratta!

Influencer marketing
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Influencer marketing, questa espressione ricorda un virus influenzale, che però non nuoce alla salute, anzi può portare tanti benefici ad un business. A sua volta si lega a quello di viral, dove l’elemento virale è quello capace di correre veloce in Rete, facendo circolare il nome di un brand, un’idea, un evento o qualsiasi elemento che genera un interesse talmente grande da scatenare una sorta di epidemia digitale.

Sembra che i termini legati alla salute piacciano molto a noi marketer e non a torto: sono perfetti per descrivere la capacità del web di trasmettere alla velocità della luce informazioni e tendenze, proprio come succede quando è in corso una pandemia.

Ma chi sono gli influencer e perchè possono essere fondamentali per il successo di un business?

Influencer marketing, quando l’epidemia porta salute e non malattia

L’influencer marketing è sicuramente uno dei temi centrali della rivoluzione digitale, dove le opinioni influiscono sempre di più sulle scelte di acquisto dei consumatori.

Gli influencer sono l’emblema di questa tendenza, si tratta di personalità in grado di influenzare le scelte di acquisto dei consumatori: le loro opinioni su prodotti e servizi possono fare la fortuna (o sfortuna) delle aziende. Queste persone possono essere famose (e qui ci avviciniamo più al termine di testimonial) oppure essere persone comuni, ma avere una forte leadership tra i propri contatti, convincendoli ad affidarsi o meno ad un certo brand, fare una determinata azione, partecipare agli eventi o acquistare prodotti e servizi.

Seth Godin li chiama gli “sneezers” perchè riescono a diffondere nell’aria un virus in modo potente e veloce proprio come succede con uno starnuto (e ritorniamo ai termini medici). Le imprese devono considerare questi leader come veri e propri capitali, capaci di attirare risultati in termini di brand reputation, awarness ma anche di conversioni. Gli influencer infatti vendono e riescono a farlo, a volte, solo con un tweet o una foto. Quindi è utile farseli amici, ma soprattutto non inimicarseli.

Insomma, sono come il pifferaio di Hamelin che con la sua musica riusciva a smuovere file di topi incantati e portarli dove lui decideva. Se non conosci la fiaba non ti spoilero il finale! 🙂

Ma cosa spinge i consumatori a fidarsi degli influencer? Esistono diverse risposte scientifiche a questa domanda, per esempio hai mai sentito parlare dei neuroni specchio?

Sono neuroni presenti in ogni essere umano che si attivano quando osserviamo un nostro simile fare qualcosa e abbiamo l’istinto di imitarlo, il nostro cervello entra in empatia con l’altra persona e la voglia di compiere i suoi stessi gesti è quasi istintiva.

Oggi la Rete ci ha portato a poter guardare e desiderare praticamente tutto e più gli altri mostrano piacere nel fare qualcosa, maggiore sarà la nostra voglia di ripetere l’esperienza per sentire le medesime sensazioni positive.

L’influencer è normale!

Le persone a cui noi vogliamo assomigliare non sono più i personaggi famosi ricchi e spensierati, ma quelli come noi, che hanno i nostri medesimi problemi ma che, nonostante ciò, riescono a fare quello che non facciamo. Sarà per questo che le mamme-blogger riscuotono tanto successo? Queste donne contano milioni di follower nelle loro pagine social e ricevono migliaia di visite giornaliere ai loro blog, costantemente aggiornati.

Queste donne sono così tanto famose che tra un blog e una foto inseriscono sempre qualche riferimento a marchi e brand di ogni tipo: quelle dei pannolini e delle pappe per neonati, per esempio. Le blogger riescono ad ispirare le altre mamme, consigliano attività da fare con o senza bambini, danno consigli sulla casa o idee su ricette, fai-da-te, fino all’organizzazione di party a tema per festeggiare i compleanni dei loro piccoli. Loro sono mamme esattamente come le loro lettrici ed è proprio per questo che per chi legge è più facile immedesimarsi. Sono persone normali, ma con una sorta di aura magica intorno, poichè riescono a trasmettere le proprie emozioni positive agli altri che rimangono affascinati e totalmente contagiati, pronti ad imitarle anche negli acquisti.

Queste persone generano una fiducia incondizionata perchè trasmettono autenticità.

Autenticità, spontaneità, normalità sono queste le parole chiave dell’influencer marketing.

Probabilmente è per questo che molti influencer hanno avuto successo grazie ad un canale Youtube. Mi viene in mente Clio Zammatteo (in arte Clio Make-up), uno degli esempi più famosi di influencer italiana del settore make-up.

Vediamo la sua storia.

Nel 2008 pubblica il suo primo video, un tutorial per truccarsi a casa. Lo fa in modo del tutto amatoriale, senza effetti speciali. Solo lei, la sua palette di trucchi, lo specchio e una web-cam. Il suo canale cresce in pochissimo tempo arrivando a contare 850.000 iscritti con milioni di visualizzazioni. Grazie alla sua popolarità inizia diverse collaborazioni con i più grandi marchi mondiali di cosmetica (Pupa, Vogue…) fino ad ottenere un programma tutto suo in tv e scrivere diversi libri.

Clio è l’esempio di come oggi, grazie ai social-network, sia possibile ottenere un grosso seguito e iniziare la propria carriera di influencer in un settore di cui si è appassionati. Ma gli esempi sono tanti, potrei citare Chiara Ferragni per la moda o Favij per il settore dei videogame.

Le aziende, sia piccole che grandi, devono essere abili a individuare questi opinion leader e incuriosirli, coinvolgerli o avvalersi della loro collaborazione per vedere crescere le proprie vendite.

Anche tu puoi farlo: l’influencer marketing però richiede capacità di analisi e conoscenza del contesto digitale.

Vuoi saperne di più? Scopri come integrarlo nel tuo piano di e-commerce marketing!

Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

Lascia un commento

Chiudi il menu

Newsletter

Non perdere nessun articolo, iscriviti adesso