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Il canale web è una miniera d’oro, se lo sai sfruttare bene!

bam web è una miniera d'oro
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Una volta c’era il Carosello, dove tra una scenetta e l’altra si trasmettevano via tubo catodico le prime pubblicità. Ogni giorno per mezz’ora, grandi e piccini si radunavano davanti alla tv per sorbirsi (felicemente) 30 minuti di stacchetti pubblicitari. Bei tempi, penseranno tanti marketers. Oggi le cose sono cambiate. Al posto di Carmencita e Caballero, abbiamo gli hashtag della Coca Cola e i competitor si fanno guerra a banner e pop-up. Dobbiamo esplorare nuovi territori, creare nuovi varchi con la dinamite!

Cosa c’entra la dinamite con i new media?

La nascita della rete ha portato tante novità: ai trenta minuti di Carosello, gli utenti preferiscono l’immediatezza del mondo digitale. Le aziende devono essere veloci, osare, devono sporcarsi e sperimentare. Devono ficcarsi in un tunnel buio e fare esplodere la dinamite nel punto giusto: proprio come accadeva nelle vecchie miniere d’oro.

 

Posizioniamo i candelotti: la rete è la nostra miniera d’oro!

Al tempo delle miniere, un ingegnere esperto perlustrava i tunnel e decideva dove aprire nuovi varchi per trovare l’oro. I nuovi percorsi dentro la montagna si aprivano a colpi di dinamite: il boato era grande, la polvere che si alzava pizzicava gli occhi, ma proprio lì, dentro la miniera, si nascondeva qualche giacimento d’oro.

Con il web la situazione non è molto diversa: basta posizionare la dinamite nel punto giusto.

L’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano ha pubblicato il 4 Giugno una ricerca che individua i nuovi canali digitali su cui concentrarsi per aumentare le vendite aziendali.

New Internet: accendi la miccia!

Entriamo nella nostra miniera con il caschetto e una torcia e subito individuiamo un punto preciso, quello dei new media, gli elementi digitali più innovativi che faranno la nostra fortuna. Oggi la rete è il secondo canale per investimenti pubblicitari, dopo la televisione. Si prevede che nel 2015 la promozione online arriverà al 30% per un totale di 2,2 miliardi di investimenti pubblicitari: la crescita sarà trainata proprio da quei canali nuovi, tutti da esplorare e far esplodere.

3…2…1 BAM!

  • I social media sono il luogo principale dell’interazione online, gli utenti trascorrono il 30% della loro giornata su queste piattaforme e tra una chiacchiera e l’altra, vengono intercettati dalle campagne pubblicitarie create ad hoc per loro. La forza del social advertising è proprio quella di poter profilare sempre più dettagliatamente il target. Lo studio ha rivelato che la pubblicità sui social è cresciuta del 70% nel 2014.
  • Un altro candelotto deve essere posizionato sulle App per Tablet, che potranno registrare una crescita del 50% e diventare una fonte di investimento veramente redditizia. Sul Tablet hanno una particolare fortuna i videogiochi: quindi largo alla pubblicità nelle Games App più famose al mondo.
  • Ma anche i video non scherzano: anche Google si sta concentrando sulla Video Advertising per rendere Youtube una fonte di guadagno: largo al tasto buy sulle video pubblicità che compaiono all’inizio dei video. Proprio queste pubblicità potrebbero sostituire quelle della televisione e costare molto meno, il che non guasta.
  • La pubblicità raccolta dagli smartphone contiene un’alta dose di polvere da sparo, ma ci sono ancora delle barriere: i marketer devono rimanere costantemente aggiornati sull’uscita di nuovi modelli con diversi formati e caratteristiche, inoltre gli strumenti di tracciamento e analisi del target sono ancora molto rudimentali. In questo caso, è necessario progettare bene il contenuto per non farlo esplodere in mano e rischiare un grande flop.
  • Il programmatic advertising è una sorta di scambio di annunci pubblicitari tra compratore e venditore che assomiglia al trading che avviene con i titoli di Borsa. Il compratore determina il prezzo di ogni impression rivelando quanto è disposto a pagare. Il venditore può vendere all’asta degli spazi pubblicitari online e modificare i prezzi secondo le offerte del compratore, capendo quanto sono disposti a pagare per ogni spazio pubblicitario. Il tutto avviene online, tramite piattaforme automatizzate. Questo mercato è in crescita e coinvolge i marketers del mondo: nel 2014 ha avuto una crescita dell’11% che si appresta a moltiplicarsi nel 2015.
  • I servizi in abbonamento di musica, video e servizi editoriali sono un’ulteriore miccia da far esplodere: offrono contenuti di alta qualità ad un costo mensile a volte molto ridotto. Ma le versioni free sopravvivono proprio grazie alla pubblicità.

In futuro, il marketing online si concentrerà proprio su questi canali, non resta che addentrarci in un percorso nuovo ma molto stimolante, senza freni e con la voglia di migliorarci sempre. 

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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