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Google Analytics: come e perché tracciare gli obiettivi

Tempo di lettura: 2 min
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Ogni cosa ha una sua ragion d’essere. Anche sul web, ovviamente.

Un sito Internet può servire per mostrare i propri lavori, per far scaricare il prprio catalogo, per ricevere richieste di informazioni e di preventivo, per affittare alloggi, per vendere beni e servizi (anche digitali), per…

Un sito Internet, se ragionato correttamente in termini di marketing (web marketing, of course) ha 1 o più obiettivi. Ma come facciamo a sapere se lo stiamo raggiungendo e in che misura? Come capiamo se le ricerche sul web, le campagne su Google AdWords, la presenza sulle directory aziendali, le nsotre attività su Facebook o su radio, o su carta stampata (potrei andare avati) stanno producendo frutti adeguati ai nostri investimenti?

La risposta è semplice: implementando un sistema di misurazione dei dati relativi al sito, nel nostro caso Google Analytics.

Per tracciare i risultati del sito si usa il sistema degli OBIETTIVI, che trovate nell’area AMMINISTRAZIONE di G.A.
Per aggiungere un OBIETTIVO fate +obiettivo, dategli un nome, attivatelo, e impostate il dato che deve essere tracciato. La cosa più semplice e più comune è tracciare la pagina di ringraziamento successiva alla registrazione su un form, all’invio di una email di contatto, a un acquisto. In questo caso impostate DESTINAZIONE URL, impostando una “corrispondenza esatta” se avete a che fare con una pagina statica (es. /grazie.html), oppure “corrispondenza principale” se il sito aggiunge delle informazioni univoche (ecco cosa dice Google):

Se, ad esempio, uno specifico utente visita l’URLhttp://www.example.com/checkout.cgi?page=1&id=9982251615, l’ID è specifico di tale utente e varia per tutti gli altri. È possibile comunque trovare una corrispondenza per questa pagina utilizzando /checkout.cgi?page=1 come URL e selezionando Corrispondenza principale come Tipo di corrispondenza.

Come agire con l’ “espressione regolare”? Ecco cosa dice Google:

Ad esempio, se sono presenti numerosi sottodomini e i tuoi URL utilizzano identificatori di sessione, puoi utilizzare espressioni regolari per definire l’elemento costante del tuo URL per gli utenti provenienti dai sottodomini. Ad esempio, checkout.cgi?page=1 corrisponderà sia a http://sports.example.com/checkout.cgi?page=1&id=002 che a http://fishing.example.com/checkout.cgi?page=1&language=fr&id=119.

Un altro esempio: potresti utilizzare espressioni regolari per impostare un obiettivo per quando viene visitata una pagina in una sottodirectory: ^/sport/.*.

Infine potresti anche impostare un valore obbiettivo e la canalizzazione. Il valore obiettivo è molto intuitivo: se ad esempio sai che su 10 preventivi richiesti sul web riesci a chiuderne 1 e il valore medio è di 100 €, allora sai che 1 richiesta è come se equivalesse a 10 €. La canalizzazione viene spiegata da Google così:

Una canalizzazione è costituita da una serie di pagine che indirizzano all’URL dell’obiettivo. Ad esempio, la canalizzazione può includere passaggi della procedura di checkout che indirizzano alla pagina di ringraziamento (obiettivo).

Ecco fatto, così saprai con certezza quanto sta producendo il sito, a parte i contatti che non passano direttamente per il sito stesso, come le telefonate, chi scrive direttamente dal proprio client di posta, ecc.

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