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Fiammiferi e paperelle

Tempo di lettura: 2 min

In vacanza sto leggendo qualsiasi cosa mi capiti sottomano, soprattutto argomenti di attualità, economia, cultura… è bello trovare il tempo di approfondire aspetti che normalmente non riesco ad affrontare, per via del tempo risicato e delle corse.

Oggi ho letto, ad esempio, della fabbrica di fiammiferi che alla fine del 1800 e per un ventennio, fu grande realtà sarda e italiana del settore. Quello che mi ha colpito soprattutto è stato che grossa parte dei lavoratori erano bambini e bambine dagli 8 ai 15 anni, esposti al famigerato fosforo bianco di cui sono intinti i fiammiferi, sostanza che provoca cecità. A parte il lavoro minorile, tra l’altro ampiamente sottopagato rispetto agli adulti uomini (le donne prendevano un terzo degli uomini), continuo a stupirmi per la facilità con cui in passato si poteva fare impresa, con le regole tutte da scrivere e portoni aperti a chiunque avesse idee e volontà.

Ora non è ovviamente più così, non in Italia, non in Europa, sempre meno nel Mondo (ma c’è ancora tanto da fare) e lo scenario non solo è enormemente complesso, ma spesso molto incerto. Pensiamo ai tempi per a burocrazia in Italia, ad esempio. Leggevo in un altro articolo che Ikea per avere tutte le autorizzazioni per aprire un nuovo store romano ha dovuto attendere ben 7 anni, alla faccia dell’attrazione di capitali e degli investimenti dall’estero.

Tutto è molto più difficile di prima, e il clima da recessione poco aiuta, però sono convinto che esistano ancora spazi enormi sul mercato per chiunque abbia (anche oggi) idee e volontà. Me ne accorgo tutti i giorni, perché il mio lavoro – si, lo so che sono in vacanza – è fare il consulente di marketing, e spesso consulente d’impresa in generale. Vedere opportunità e aiutare i miei clienti a raggiungerle, se possibile (questioni di budget, business idea, organizzazione, concorrenza…) soprattutto tramite il web, mio terreno d’elezione e attorno al quale abbiamo costruito in Strogoff un’ottima squadra.

Non voglio parlare in questo post di seo, keywords advertising o di commercio elettronico, perché questi sono strumenti per raggiungere mercati e obiettivi. Preferisco porre l’accento sul vero valore aggiunto del nostro lavoro: la consulenza. Ho notato che i clienti che hanno le idee più chiare sono quelli che sanno esattamente dove vogliono arrivare, e che ci danno la fiducia necessaria per aiutarli a raggiungere la loro meta, che diventa anche la nostra.

Ah, oggi ho finito la rilettura di Michele Strogoff, dopo circa 25 anni dalla prima. Ci volevano proprio le vacanze per riallineare anche lo spirito!

Buone ferie a tutti, noi rientriamo il 18.

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