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Effetto Dunning-Kruger: essere ignoranti della propria ignoranza

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Nel 1871 Charles Darwin nel suo libro The Descent of Man scriveva:”L’ignoranza genera più spesso fiducia che conoscenza.” Ci sono voluti oltre cento anni perché uno studio dimostrasse come sia facile che una persona, pur essendo dotata di poche informazioni su una determinata materia, sopravvaluti le proprie conoscenze al punto di ritenersi un’esperta nel settore.

Perchè non valutiamo correttamente noi stessi? 

La causa di tutto sono i bias cognitivi ovvero dei giudizi o dei pregiudizi che vengono sviluppati utilizzando solamente le informazioni in proprio possesso, senza analizzare i dati oggettivi.

Alcuni esempi possono essere:

  • i bias delle negatività. Emergono quando in una determinata situazione si tende ad esaltare gli aspetti negativi. La situazione più tipica è quella in cui si da maggior peso agli errori sottovalutando le competenze acquisite dall’aver compiuto una determinata azione;
  • i confirmation bias ovvero i bias di conferma. Nascono quando prendiamo maggiormente in considerazione solo le notizie o i pareri che confermano tutto ciò di cui si è già convinti.
  • frequency illusion o illusione della frequenza. In questo caso la nostra mente presta attenzione alle cose che ci riguardano, ad esempio se acquistiamo una macchina nuova e tendiamo a notare tutti coloro che hanno il nostro stesso modello di auto;
  • gambler’s fallacy ovvero pensare che un evento possa derivare da un altro quando in realtà la correlazione è puramente casuale. L’esempio più pratico è il ritenere che debba uscire il rosso nella roulette perché è già uscito il colore nero, oppure che esca un numero del lotto perché da diverse estrazioni non viene sorteggiato;
  • overconfidence ovvero l’eccessiva fiducia nelle nostre valutazioni.

L’argomento di oggi rientra in questa tipologia di bias cognitivo e prende il nome di effetto Dunning-Kruger.

Scopriamo cos’è l’effetto Dunning-Kruger

L’effetto Dunning-Kruger è uno dei tanti pregiudizi cognitivi che influenzano i comportamenti e le decisioni senza che chi ne è affetto riesca a rendersene conto. Si realizza ogni qualvolta una persona non particolarmente competente in una determinata materia, non sia in grado di riconoscere la propria incompetenza. La distorsione dalla realtà è tale che potrebbe addirittura sentirsi sicura di essere effettivamente competente.

Il nome deriva da David Dunning e Justin Kruger, due ricercatori della Cornell University che nel 1999 studiarono per primi questo fenomeno. Le loro ricerche hanno evidenziato che di frequente le persone sono in grado di valutare se stesse solo dal loro punto di vista, il quale è spesso limitato, ma è anche soggettivo. Osservando le cose solo dalla loro prospettiva finiscono per ritenere di essere più qualificati o più competenti di quanto in realtà non siano.

Questo effetto si nota maggiormente in coloro che hanno un po’ di conoscenza su un determinato argomento. Le ridotte informazioni in loro possesso le inducono a credere erroneamente di sapere tutto quello che c’è da conoscere al riguardo. Al contrario  coloro che sono completamente incompetenti, sapendo di non avere alcuna conoscenza su un determinato tema, riconoscono più facilmente che prima di poter padroneggiare una materia devono approfondirla.

Il paradosso più totale avviene in coloro che sono realmente competenti, infatti sono quelli che riescono ad analizzare i propri limiti e far emergere le eventuali lacune.

Come è stato scoperto l’effetto Dunning-Kruger?

I due ricercatori hanno studiato questo fenomeno attraverso alcuni test. In un esperimento, ad esempio, avevano sottoposto 65 partecipanti a un questionario di valutazione nel quale dovevano esprimere quanto fossero divertenti le loro battute. Alcuni dei partecipanti affermavano di non essere particolarmente abili, eppure coloro che avevano ascoltato le loro performance le avevano trovate divertenti.

Un’altra ricerca aveva evidenziato come spesso le donne, pur ottenendo gli stessi risultati degli uomini nei test scientifici, tendevano a sottovalutare le loro prestazioni ritenendo di avere meno capacità di ragionamento scientifico rispetto agli uomini. Questa errata convinzione le spingeva a rifiutarsi di partecipare a un concorso scientifico nel timore di fallire in partenza, quando al contrario le possibilità di riuscita non erano per nulla basse.

In un’altra ricerca i partecipanti erano stati invitati a svolgere un test di grammatica inglese. Gli studenti con i punteggi più bassi, sopravvalutando le proprie capacità non erano in grado di riconoscere con precisione la qualità del proprio lavoro. Questo è anche il motivo per cui capita di frequente che si è in convinti di meritare un punteggio molto più alto di quello ottenuto. In pratica, sopravvalutando le proprie conoscenze si è incapaci di vedere le proprie lacune.

Uno degli esperimenti più divertenti è stato quello in cui veniva chiesto agli intervistati se avessero familiarità con termini che spaziavano dalla politica alla biologia, dalla fisica alla geografia. Insieme a parole reali venivano inseriti termini completamente inventati. La maggioranza degli intervistati che aveva un minimo di dimestichezza con gli argomenti trattati affermava di conoscere anche il significato di termini inventati.

 

Effetto Dunning Kruger

Di chi è la colpa dell’effetto Dunning-Kruger?

Una prima causa è l’ego. Infatti in generale alle persone non piace considerarsi al di sotto degli altri. Una seconda motivazione è data dall’incapacità di capire i propri limiti che non permette di rendersi conto del problema.

Infatti le persone poco competenti tendono a:
  • sopravvalutare i propri livelli di abilità;
  • non riescono a riconoscere le abilità delle altre persone;
  • non riescono a riconoscere i propri errori.

E se capovolgessimo il ragionamento?

Dato che le persone poco competenti tendono a pensare di essere esperte, come valutano le proprie capacità le persone che sono realmente esperte?

In generale coloro che conoscono a fondo una determinata materia o un determinato argomento hanno una visione sicuramente più realistica delle proprie conoscenze e capacità. Tuttavia la tendenza è quella di sottovalutare le proprie capacità. In pratica, pur sapendo che le loro competenze sono superiori alla media, non hanno la reale consapevolezza di quanto siano superiori le loro performance. Inoltre tendono a credere che anche le altre persone siano ben informate.

Come si fa a non cadere nell’effetto Dunning-Kruger?

Il modo migliore per non rischiare di essere travolti da questa disfunzione cognitiva è quello di:

  • essere sempre consapevoli di aver necessità di imparare e fare pratica. Infatti quando si approfondisce un argomento, si acquisisce anche una maggiore consapevolezza su quanto ci sia ancora da imparare;
  • chiedere ad altre persone un giudizio sul proprio operato. La richiesta di un feedback e le critiche costruttive aiutano a capire come gli altri interpretano le nostre abilità;
  • mettere in dubbio quello che si è appreso. In questo modo non si rischia di cadere nell’inganno di cercare solo gli aspetti che confermano ciò che si sa già.

I vantaggi di saper riconoscere l’effetto Dunning-Kruger?

Come nella maggior parte dei settori anche nel marketing e nelle vendite online è possibile imbattersi in persone che abbiano la percezione di essere professionisti in questo campo perchè hanno fatto qualche ricerca su internet o partecipato a qualche seminario.

Un imprenditore che non ha le dovute competenze nell’utilizzo delle strategie da applicare online o non possiede dimestichezza con gli strumenti usati per misurare le performance di una campagna, può inconsapevolmente cadere nell’inganno di affidare la propria comunicazione a persone non preparate.

Le conseguenze possono essere notevoli. Se vuoi maggiori informazioni su come possiamo promuovere la tua azienda sul web clicca qui e raccontaci le tue esigenze: Strogoff, consulenza e formazione e-commerce.

Per conoscere altre curiosità sulle percezioni della nostra mente ti consigliamo questi libri:

? Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google di Antonio Sgobba: un testo che offre importanti spunti di riflessione su cosa rappresenti l’ignoranza oggi, un’epoca dove ogni informazione è a portata di click.

Il paradosso della stupidità. Il potere e le trappole della stupidità nel mondo del lavoro: gli autori affrontano i pro e i contro dei comportamenti e delle pratiche che possono rivelarsi positivi nel breve periodo ma disastrosi nel lungo periodo.

L’illusione della conoscenza. Perché non pensiamo mai da soli: un piacevole viaggio all’interno della nostra mente e un approfondimento sul modo in cui utilizziamo la nostra intelligenza.

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