fbpx

BLOG

Ecommerce B2B e B2C: quali sono le differenze?

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

ecommerce-b2c-b2b.jpg

Quando si pensa ad un negozio online, generalmente vengono in mente piattaforme come Amazon, eBay, Alibaba e simili che si rivolgono al consumatore finale, ovvero e-commerce B2C.

In realtà, esiste un’altra tipologia pensata appositamente per vendere prodotti e servizi ad aziende e professionisti e non a clienti privati: parliamo dell’e-commerce B2B che negli ultimi anni è al centro di un enorme crescita.

Se vuoi aprire un tuo negozio online o differenziare il pubblico di un sito già esistente devi conoscere quali sono le sfumature che intercorrono tra queste due tipi di e-commerce: è vero si tratta sempre di vendere online, ma in base ai singoli casi le prerogative e le attività cambiano. Perciò ora vediamo qual è la differenza tra e-commerce B2C e B2B.

Piacere vs Lavoro: la prima differenza di cui tenere conto

La differenza sostanziale tra i due tipi di e-commerce è che in quello B2C (Business to Consumer) l’utente naviga spensierato, lo fa durante il tempo libero, magari intento a trovare qualcosa di cui può fare tranquillamente a meno, navigando con lentezza e saltando tra un link e l’altro senza porsi alcun obiettivo.

Al contrario una persona che affida ad un e-commerce B2B per il proprio business: sa già cosa cerca e punta a trovare un’azienda affidabile, concreta e professionale. 

Come puoi notare da queste prime righe l’approccio del cliente B2B è totalmente diverso: meno distaccato, più esigente e con meno tempo a disposizione. L’imprenditore è di fretta, vuole trovare l’affare, la persona di cui fidarsi per passare oltre con la sua fitta agenda di compiti. I suoi affari dipendono anche da un acquisto riuscito, una contratto chiuso, una commessa e una collaborazione nata da un contatto online.

I due tipi di piattaforme apparentemente uguali devono rispondere ad esigenze, momenti, clienti completamente diversi tra loro. 

Gli e-commerce B2C hanno un tasso di conversione estremamente inferiore rispetto a quelli B2B (3% contro il 10%). Infatti se un imprenditore o professionista trova ciò che gli serve non ci pensa due volte prima di informarsi e magari acquistare. 

Un e-commerce B2B deve essere ancora più efficace, performante e intuitivo di uno B2C: deve permettere a chi naviga di conoscere velocemente tutte le informazioni necessarie per l’acquisto di un prodotto/servizio. Secondo un’indagine condotta da Hubspot il 76% dei consumatori dichiara che l’aspetto più importante per un sito web è il design e l’usabilità: vogliono sapere in modo veloce e intuitivo dove trovare ciò che cercano. E questo è un fattore cruciale soprattutto quando parliamo di siti per imprenditori, uomini dai mille impegni, sempre di corsa, con poco tempo per pensare e scegliere.

Gli imprenditori tendono a spendere di più, ma non decidono da soli

Questa è un’altra verità di cui tener conto quando si apre o migliora un e-commerce: chi naviga in un negozio B2B generalmente spende di più rispetto ad un cliente del B2C. Una transazione nel B2B vale in media 500 dollari contro i 150 di un negozio al dettaglio. 

Se da una parte l’imprenditore-cliente tende ad agire velocemente, è anche vero che in molti casi per prendere una decisione deve avere il lasciapassare di eventuali soci, consigli di amministrazione, manager e collaboratori. Ecco perchè è fondamentale che in un e-commerce B2B ci sia un’area privata condivisa tra diversi account, in questo modo è possibile che ognuno analizzi il prodotto/servizio da acquistare e dia la sua autorizzazione.

A mio avviso, sarebbe opportuno che tale prodotto, una volta scelto dal potenziale acquirente venga bloccato e messo in attesa per qualche tempo: in questo periodo ogni caratteristica dell’articolo deve rimanere immutata, in particolare il prezzo, per consentire a tutti di analizzarlo senza brutte sorprese. Questi sono dettagli fondamentali quando si parla di B2B perchè occorre pensare proprio come un imprenditore o meglio come un team per costruire un portale performante e redditizio.

Naturalmente il processo di pagamento deve essere estremamente facilitato: occorre venire incontro alle esigenze delle singole aziende interessate, proporre programmi di affiliazione, eventuali scontistiche ed essere disponibili verso ogni singola esigenza. Ma ciò deve avvenire anche nel B2C.

Queste sono le principali differenze di cui bisogna tener conto nella realizzare dei due tipi di e-commerce. Il B2B è una bella sfida, una realtà in crescita che permette alle aziende di incontrarsi e stabilire nuove collaborazioni. Ha diversi rischi ma anche enormi vantaggi e ti consiglio di prenderlo seriamente in considerazione per la crescita del tuo business online.

Comprendere, analizzare, progettare e mettere in pratica. Tante attività un solo obiettivo: vendere. Vuoi raggiungere con successo risultati reali? Fatti guidare: scopri subito cosa abbiamo pensato per te!

{{cta(‘1f16a315-b91a-4863-8b93-09c94efae8d9’)}}

Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

Lascia un commento

Chiudi il menu

Newsletter

Non perdere nessun articolo, iscriviti adesso