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Dati e numeri sull’e-commerce: cosa ci dice il Report Casaleggio Associati

Il report Ecommerce di Casaleggio Associati del 2017
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Il Report sull’E-commerce 2017 di Casaleggio Associati è uno degli appuntamenti più attesi per chi ha un’azienda o si occupa di commercio elettronico.

Leggere e valutare gli studi di settore permette di gestire meglio le opportunità offerte nel presente e prevenire i trend futuri per raggiungere i risultati di vendita. Ecco perchè ogni imprenditore dovrebbe prendersi un po’ di tempo per studiarne i dati e trarre le migliori conclusioni per far crescere il proprio progetto.

Vediamo quali sono i punti salienti del Rapporto e come sfruttarli in un progetto di vendita online.

L’e-commerce nel mondo, in Europa, in Italia

Il Report sull’E-commerce 2017 pubblicato nel Maggio 2017 da Casaleggio Associati è basato sull’analisi effettuata su 3.000 aziende e ci consente di capire qual è la sitauzione dell’e-commerce in Italia in rapporto al resto del mondo. 

L’E-COMMERCE B2C NEL MONDO

Il commercio elettronico al dettaglio è in forte crescita; nel 2016 ha raggiunto un valore di 1.915 miliardi di dollari, incrementando di 200 miliardi di dollari in più rispetto al 2015. L’e-commerce occupa circa l’8% del totale del mercato B2C.

Il Paese più attivo è la Cina, dove il fatturato delle vendite online rappresenta il 46% del totale; queste sono guidate soprattutto dai negozi del gruppo Alibaba.

Seguono gli Stati Uniti, e anche in questo caso la crescita è guidata da colossi come Amazon ed eBay. L’incremento a due cifre continuerà almeno fino al 2020 e sarà trainato da questi giganti dell’e-commerce, dall’evoluzione di settori emergenti e dalle vendite tramite mobile.

L’E-COMMERCE IN EUROPA

Focalizzando la nostra attenzione a livello europeo il trend si conferma positivo: l’e-commerce ha un valore di 509,09 miliardi di euro nel 2016 (+13% rispetto al 2015).

Il 57% della popolazione europea acquista online, ma solo il 16% delle Piccole e Medie Imprese sfrutta il web per vendere; e sono ancora meno coloro che vendono oltre i confini europei (7,5%).

Nella classifica dei Paesi più attivi spicca la triade Regno Unito (primo mercato con un +16% di fatturato nel 2016), Germania e Francia.

L’E-COMMERCE IN ITALIA

In Italia ormai il web è usato dalla stragrande maggioranza della popolazione: la copertura ha raggiunto l’88,7% di persone tra gli 11 e i 74 anni con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

Il dispositivo più diffuso è lo smartphone, che ha largamente sorpassato il computer fisso.

E l’e-commerce? Nel 2016 i negozi online al dettaglio hanno fatturato 31,7 miliardi euro, con un aumento del 10% rispetto al 2015.

crescita dell'e-commerce in Italia Casaleggio Associati 2017

I settori con la quota di mercato più consistente sono il turismo e il tempo libero: insieme generano il 74% del fatturato complessivo. Ma questi iniziano ad essere saturi e non crescono più come una volta.

Al contrario, i 2 settori emergenti più interessanti sono:

  • salute e bellezza (+36%)
  • alimentari (+33%)

settori-ecommerce-2017.png

Commercio elettronico in Italia: 5 trend da sfruttare

Il Report ci permette di conoscere quali sono i maggiori trend, elementi da sfruttare per far felici i consumatori e aumentare le vendite.

Ecco le 5 tendenze:

1 – VENDERE ALL’ESTERO

Le opportunità per chi desidera proporre i propri prodotti e servizi oltre confine non sono mai state così significative. In particolare gli acquisti online proverranno sempre più dall’Area Asiatica: le popolazioni del Pacifico arriveranno a coprire il 48% di acquisti online entro il 2020.

Tra i maggiori magneti c’è la possibilità di acquistare online e ritirare in negozio. Colossi come Amazon e Alibaba si stanno già muovendo per organizzare la propria rete logistica, organizzando un sistema di trasporti a livello internazionale.
I grandi players si beccheranno le fette più grandi di torta, tuttavia anche le PMI possono ottenere grandi risultati!

2 – FRICTIONLESS PAYMENTS

I cosiddetti “pagamenti senza attrito” sono un punto cruciale. Infatti, nel 2016 più del 50% degli utenti ha abbandonato il carrello proprio a causa di un metodo di pagamento indesiderato. La sfida è quella di risolvere questo problema, garantendo ad ogni consumatore una transazione senza inceppi. I metodi di pagamento offerti sono un elemento fondamentale: occorre proporre al cliente pagamenti scorrevoli, semplici e sicuri; anche da smartphone, app e dispositivi indossabili.

Attualmente, tra i metodi più efficaci di “Pagamento senza attrito” c’è il Dash Button proposto da Amazon, che permette di acquistare semplicemente cliccando su un bottone che effettua in automatico la transazione e procede all’invio dell’ordine senza ulteriori attività da parte dell’utente.

Per saperne di più leggi anche: Amazon Go, come cambia il modo di fare acquisti

3 – ACTIONABLE DATA

Raccogliere e analizzare l’immensa mole di dati presente online è fondamentale per poter crescere e diventare competitivi. Ecco perchè le aziende devono concentrarsi su metodi e software sempre più sofisticati di data analysis, per ottenere informazioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di vendita.

4 – CUSTOMER CENTRIC & ON DEMAND SERVICE

Il ruolo del consumatore è sempre più centrale, è lui il nucleo attorno al quale deve ruotare ogni attività aziendale. Ecco perchè il processo d’acquisto deve essere personalizzato, per andare incontro alle esigenze di ciascuna persona. 

Proprio come succede con i Risultati su Google (che oggi sono costruiti in base alle ricerche e alla cronologia del singolo utente) anche l’e-commerce deve proseguire su questa strada e offrire esperienze di shopping sempre più personalizzate, cucite addosso al singolo utente. 

Un altro punto fondamental è quello di poter dare la possibilità ai propri clienti di ritirare o restituire i prodotti acquistati online come e dove vogliono, sia online che offline. Inoltre, anche i tempi di consegna devono restringersi: se fino a qualche anno fa era accettabile ricevere un prodotto in sette giorni, oggi il cliente vuole averlo tra le mani il giorno dopo o addirittura entro poche ore dall’acquisto online.

In questo contesto, e-commerce e negozio fisico non sono più separati ma devono rientrare in una strategia multicanale pensata per assistere il cliente.

5 – INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CHATBOT

Il 2017 è anche l’anno del chatbot!

E con questo non si intende una semplice newsletter formato chat, ma veri e propri Robot che chiacchierano con i clienti come fossero umani, offrendo risposte immediate per ogni esigenza.

Per esempio, sono tanti i brand che hanno già attivato dei servizi che permettono ai clienti di inviare un messaggio per ricevere in cambio la merce: da Aprile 2016 catene come Burger King o Taco Bell consentono di ordinare il proprio menu tramite il bot di Facebook Messenger, Slack, Skype o Whatsapp.

Ma chi non può sviluppare un bot deve dare la possibilità ai clienti di acquistare semplicemente inviando un messaggino. Come direbbe Gianluca Diegoli, “il messaggio è il nuovo carrello!

INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE  E MARKETING ONLINE

Ma la crescita passa soprattutto per l’internazionalizzazione. É questo il punto cruciale su cui ogni azienda italiana dovrebbe concentrarsi. Senza un salto di qualità oltre confine le imprese nostrane si faranno fagocitare dagli attori esteri che, sempre di più, entrano nel mercato italiano.

Purtroppo gli aiuti statali alle imprese sono ridotti rispetto agli altri Paesi esteri. In Italia l’unico incentivo che sembra portare soddisfazioni è Invitalia ( “Smart&Start Italia”) che offre delle agevolazioni per le startup innovative e ha permesso a tante giovani aziende di esordire online oltre i confini nazionali.

Tuttavia le risorse scarseggiano e si fatica a crescere, allo stesso tempo la promozione online dei brand è di un livello più basso rispetto ad altri Paesi esteri. Sono sempre di più le aziende che trovano il marketing online come un’attività difficoltosa: il 58% quest’anno, in crescita rispetto al 53% del 2016 e al 51% del 2015.

Purtroppo manca ancora un’approccio professionale verso l’e-commerce marketing e nel nostro Paese sono ancora poche le aziende che investono grandi risorse per la promozione. Tra le attività di marketing su cui si investe di più spicca il Keyword Advertising, seguito da SEO e social media.

marketing-online-italia.png

Eppure il Made in Italy è tra i valori più ricercati e l’e-commerce rappresenta una leva importante per le imprese che trattano prodotti e servizi italiani!

Insomma le carte per vincere la partita ci sono, bisogna però comprendere la posta in gioco e giocare bene i propri assi nella manica.

Forza, coraggio: le prospettive per il 2017 sono ottime!

prospettive ecommerce 2017

Questi erano i punti cruciali del Report E-commerce 2017, tu l’hai letto? Hai trovato qualche altro dato interessante? Allora scrivici un commento e segnalaci le tue conclusioni!

Comprendere, analizzare, progettare e mettere in pratica. Tante attività un solo obiettivo: vendere. Vuoi raggiungere con successo risultati reali?

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