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Corporate storytelling: ecco come raccontare la tua azienda

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“Non c’è dubbio: la narrativa fa un lavoro migliore della verità.”

Questa frase della scrittrice Doris Lessing racchiude una bella verità che accomuna molti romanzi, ma che, se ci pensi bene, potrebbe tranquillamente essere applicata anche nel marketing!

La narrazione e il racconto sono ottimi mezzi per affascinare e conquistare il consumatore, sicuramente possono essere più efficaci della cruda descrizione dei fatti.

Oggi, il consumatore desidera essere coinvolto emotivamente anche quando riceve un messaggio pubblicitario ed è per questo che anche gli spot assomigliano sempre di più a piccole storie, a film, racconti.

Il corporate storytelling è proprio questo: la comunicazione dell’azienda attraverso la narrazione. In questo caso, occorre impostare l’intero messaggio come fosse un racconto dove i personaggi si muovono in un determinato contesto per affrontare sfide e raggiungere i propri obiettivi.

Naturalmente, così come succede nella narratività, anche quando si racconta un’azienda o un prodotto occorre seguire regole precise.

Qual è il modo più efficace per farlo? In questo articolo ti offriamo i nostri suggerimenti per raccontare al meglio la tua azienda e un caso studio per chiartirti le idee.

Corporate storytelling: le regole da seguire

Un messaggio pubblicitario che desidera RACCONTARE deve seguire le regole della narratività, senza scordare che, contrariamente ad un racconto, una pubblicità deve convincere, portando chi ascolta all’acquisto.

Insomma, ci sono tante esigenze da assecondare: come farle coincidere?

Molti pubblicitari ci sono riusciti con successo trasformando gli spot in piccole storie in grado di emozionare e persuadere. Per raccontare bisogna prendere in prestito le regole della narratività e applicarle alla propria azienda. 

Ma se non si hanno obiettivi specifici e non si fa un’auto-analisi sicuramente non si va lontano.

Definisci la tua azienda

Per realizzare una storia che ti rappresenti al meglio devi avere ben chiara l’identità della tua azienda. Esistono molti modi che ti permettono di avere un quadro preciso, ma noi ti consigliamo uno dei più diffusi ed efficaci:  la Matrice S.W.O.T. di cui ti abbiamo parlato in un articolo precedente.

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Questo modello prende in considerazione 4 aspetti che influenzano la tua attività, dall’interno e dall’esterno, dandole una propria identità.

  • Strenghts: i punti di forza. Li puoi individuare rispondendo a diverse domande. Cosa sai fare meglio? Cosa ti differenzia dai tuoi competitor? Quali sono le risorse e competenze interne sulle quali puoi contare per andare avanti? La tua azienda è dotata di infrastrutture, software, tecnologie, apparecchi e dispotivi che migliorano il lavoro e ti rendono più forte e competitivo?
  • Weaknesses. Soffermati sugli aspetti da migliorare, le lacune, i limiti. In poche parole devi comprendere quali sono i punti di debolezza della tua azienda. 
  • Opportunities: le opportunità provvenienti dal contesto in cui operi. L’andamento del mercato ti offre possibilità di crescere? Esiste una domanda di mercato che puoi soddisfare con i tuoi prodotti e servizi? Quali sono le necessità del target che il tuo prodotto intende soddisfare? In questa fase devi capire quali sono gli aspetti positivi che dall’esterno possono dare una spinta alla crescita della tua realtà imprenditoriale.
  • Threats: sono le minacce. Accanto alle opportunità, sicuramente nell’ambiente esterno ci sono anche degli elementi che potrebbero ostacolare il tuo successo. In questa fase li devi individuare.

Grazie a questa analisi puoi individuare tutti gli elementi che costituiranno la storia del tuo brand, in particolare capirai quali sono i bisogni dei tuoi clienti e come fare per soddisfarli.

Fatti ispirare dalle regole della narrazione

Per realizzare la tua storia non puoi prescindere da alcuni importanti elementi tratti proprio dalla narratività.

Tutte le storie coinvolgono almeno tre figure:

  • L’autore che inventa la storia: questo è il tuo ruolo, sei tu che conosci il tuo pubblico e sei in grado di costruire una storia che sappia coinvolgerlo e persuaderlo.
  • Il narratore: chi prende voce nel racconto? A chi è affidato il punto di vista? Il narratore può essere esterno (voce narrante) o interno (un personaggio del racconto). Scegli a chi dare voce in base ai tuoi obiettivi.
  • Il pubblico che ascolta o legge le vicende: 

Esistono poi i RUOLI da affidare ad ogni elemento della tua storia. C’è sicuramente il protagonista (che potrebbe essere il tuo prodotto o la tua azienda) e magari potresti inserire l’antagonista (un competitor o un punto debole da superare). 

Sapere la differenza tra ruoli e archetipi ti aiuterà poi ad impostare meglio la struttura della tua storia. Per esempio, un mago è un archetipo ma non sempre questo è al centro del racconto, ovvero è il protagonista. Gli archetipi sono i veri e propri personaggi “standard” – portatori di particolari VALORI – che si trovano nelle storie.

Molti brand, nell’immaginario comune, hanno costruito la loro identità a partire da uno specifico archetipo. Ecco gli esempi più diffusi di archetipo e azienda (logo) in una infografica:

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Esiste poi la costruzione dello schema narrativo: ovvero il modo attraverso cui la storia si evolve e termina. Nella fabula, per esempio, la storia segue un filo logico. Ma non sempre è così: una storia, per esempio, può essere interamente basata su un ricordo che procede a ritroso nel tempo.

Scegli il canale e il linguaggio da usare

Dopo aver indivuato gli elementi che comporranno la tua storia ti devi occupare del canale e del linguaggio da usare per aumentare la portata del tuo messaggio.

Infatti, il tipo di risultato raggiunto dipende anche da questi aspetti: un messaggio deve essere costruito in base al mezzo usato. Se pensi di usare diversi canali comunicativi dovrai naturalmente cambiare il modo in cui ti riferisci al tuo pubblico. Il tuo messaggio deve essere liquido, perchè proprio come l’acqua deve adattarsi al contenitore in cui viene versata. 

Ciò permette di essere riconoscibili a prescindere del luogo e del modo usato per narrare la propria azienda. Solo costruendo un’identità forte e stabile è possibile declinare la tua storia in tanti modi diversi, arrivando anche a diversificare le tue storie senza perdere la tua identità.

Se vuoi scoprire come un’azienda può riuscire a veicolare i propri messaggi e valori, attraverso spot che parlano di argomenti differenti, ti consigliamo di cercare “spot ikea” su Google. Noi lo abbiamo fatto ed ecco cosa è successo. In pochi risultati si parla di tre storie diverse proposte tutte da un’unica azienda.

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ERRORI DA EVITARE

Costruire la storia della propria azienda e raccontarla al pubblico può nascondere delle insidie. Ecco perchè vogliamo metterti in guardia da diversi ostacoli che potresti incontrare durante il percorso:

  • Non dimenticare mai che il tuo interlocutore non è un semplice ascoltatore ma è un tuo cliente-tipo, il tuo obiettivo quindi non deve essere raccontare una bella storia, ma persuaderlo che tu sei la scelta giusta. In questo caso, la tua storia assomiglia molto alle favole con si concludono con una morale. In questi casi, la narrazione è costruita per convincere gradualmente il lettore ad assumere il comportamento corretto. 
  • A volte è difficile raggiungere in modo compatto il tuo pubblico, soprattutto se la tua offerta è diversificata e ti rivolgi a tanti tipi di persone. In questo caso, ti suggeriamo di suddividere il tuo pubblico creando le tue “buyer personas”, di cui ti abbiamo parlato nell’articolo legato all’inbound marketing.
  • Il tuo racconto, pur parlando della tua azienda, deve far sentire chi ascolta al centro: l’immedesimazione del cliente è il primo passo per raggiungere la sua fiducia.
  • Non dimenticare di sfruttare i canali giusti per te: devi capire quali sono quelli presidiati dal tuo target ed essere presente lì, dove lui può incontrarti.
  • Non limitarti all’uso di un unico canale, ma sfrutta tutti i mezzi a tua disposizione.
  • Non dimenticare di monitorare l’andamento della tua attività. Solo con il controllo dei risultati potrai migliorare!

Ricorda anche che fare storytelling significa veicolare determinati valori, cercando un modo per far specchiare il pubblico in ciò che vede. Il pubblico deve poter rivedere in TE i propri ricordi e momenti della propria vita.

Ti abbiamo inondato di concetti e informazioni, ma ora per schiarire un po’ le idee passiamo all’analisi di uno spot proprio di IKEA, un’azienda che deve il suo successo anche al modo geniale di proporre storie diverse tra loro e in linea con i desideri del suo pubblico eterogeneo, veicolando i propri valori e senza mai trascurare i prodotti.

Analisi dello spot Ikea – Basta poco per fare spazio all’immaginazione

Ikea vanta una lunga tradizione in spot che raccontano storie in modi diversi, con diversi punti di vista e nei canali più differenti.

Basta poco per fare spazio all’immaginazione ha come protagonista una famiglia (archetipo) impegnata nel riordinare la propria casa, in particolare il bimbo vestito da super-eroe (altro archetipo) si aggira per l’abitazione dando un aiuto al padre e alla madre, per poi arrivare nella stanza del fratello e scoprire che i “superpoteri” sono di famiglia. I prodotti Ikea appaiono qua e là, quasi in secondo piano, ma se si vede bene che sono proprio loro il motivo per cui il bambino riesce a compiere le sue “prodezze”. 

Questo spot dura pochi secondi ma racchiude al suo interno una bella storia, quella di una famiglia comune alle prese con situazioni quotidiane comuni a molti, come il disordine e il bisogno di avere soluzioni veloci che permettano di mettere ordine in poco tempo. Il problema è tratato in modo giocoso e fantasioso, con un bambino, il nostro eroe, che veicola i valori del brand: creatività, fantasia, complicità e leggerezza.

Naturalmente, fare corporate storytelling non significa mettere tutti i propri sforzi in un unica soluzione (in questo caso uno spot video) ma applicare questa filosoa ogni volta che si interagisce con il proprio pubblico. E Ikea riesce alla grande e grazie allo storytelling ha saputo presentare la sua offerta in modo sempre allegro, leggero e creativo.

E tu sei pronto a fare storytelling con la tua azienda? Raccontaci la tua storia o costruiscila insieme a noi. Non vediamo l’ora!

 

Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

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