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10 consigli pratici per aumentare la link popularity

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L’ottimizzazione SEO di un sito web può essere fatta su due livelli: intervenendo direttamente sulle pagine interne (onsite) o effettuando una serie di attività esterne al sito e definite con il termine offsite.

Tra le attività offsite più conosciute troviamo la link building, l’attività SEO che mira all’aumento dei link in ingresso verso una pagina web con lo scopo (ma non è sempre così) di migliorare il posizionamento e la popolarità agli occhi di Google.

Un tempo la link popularity era l’asso nella manica per tanti SEO Specialist: per arrivare spediti in prima pagina bastava acquistare qualche link da uno o due siti autorevoli. Google, infatti, migliorava il posizionamento dei siti linkati da fonti esterne, perchè li considerava più affidabili per l’utente e quindi più meritevoli.

Oggi la link building è quasi paragonabile alle attività del mercato nero: viene fatta sotto banco, usando tutti gli accorgimenti necessari per non essere scovati e penalizzati da Google.

Esistono ancora dei modi per aggirare i controlli di Google?
Ecco i nostri 10 consigli pratici per aumentare la link popularity in modo corretto.

1 – Link spontanei

Il primo consiglio è quello di puntare a link da pagine esterne in modo naturale e spontaneo, creando contenuti di qualità, che siano veramente utili al lettore e che spingano un utente a linkare il tuo sito in una sua pagina o nel suo blog.

Matt Cutts qualche anno fa dava i suoi consigli su come creare dei post di valore per aumentare la link popularity:

 

2 – Link bait

Questo termine, usato anche nel video da Matt Cutts, rappresenta una delle mille sfaccettature della link building. Il segreto sta nel produrre contenuti che invitino alla risposta e alla condivisione.

Il link bait adesca gli utenti usando particolari stratagemmi: pensiamo ai post palesemente provocatori o quelli virali che producono molte condivisioni. Ecco alcune “esche” particolarmente efficaci per ottenere un link bait:

link bait

3 – Anchor text

L’anchor text è una porzione di testo a cui viene legato il link.

Può aiutare l’indicizzazione di una pagina per una determinata keyword ma deve essere usata con parsimonia e in modo pertinente: non usare “arredamento giardini” come anchor text dentro un testo che parla dei migliori ristoranti della tua città e non esagerare linkando un sito web sempre con la stessa anchor text.

Ricorda la regola principale: tutto deve sembrare spontaneo.

4 – Autorevolezza

Il peso del link è maggiore se fatto da sito autorevole. Per controllare questo livello di autorevolezza puoi trovare tanti plugin online tra cui MOZ che lo mostra già nei risultati della SERP :

SEO MOZ toolbar

5- Pertinenza

Il sito web che ti linka non deve essere solo autorevole ma anche pertinente, ovvero trattare una tematica simile e attinente alla tua.

6 – Scambio di link

Questa tecnica veniva sfruttata in passato: due siti web si mettevano d’accordo per scambiarsi il link e poter salire nella SERP. L’abuso di questa attività ha portato Google a cambiare decisamente rotta, ora lo scambio può portare dritti alla penalizzazione.

Un modo per provare ad aggirare l’ostacolo è quello di fare uno scambio triangolare. Un sito A linka al sito B, il sito B linka al C e il C linka al sito A: questa tecnica è sfruttata da coloro che gestiscono tanti siti appartenenti ad un unico settore.

Tuttavia, anche in questo caso possono insorgere dei problemi, per esempio un cliente raramente accetta di “fare pubblicità” ad un sito concorrente.

7 – Compravendita di link

L’acquisto di link è una tecnica che oggi va contro le regole di Google, ma un tempo era molto diffusa. Può tornare utile se fatta occasionalmente, ricordandoci però sempre che in alcuni casi porta alla penalizzazione dell’intero sito!
Invia una richiesta via email ad un sito web autorevole e pertinente, proponendo di acquistare un link dal suo sito verso, ad esempio, un articolo del tuo blog.

Il lato positivo è che questi siti non posseggono tanti link in uscita e Google potrebbe tener veramente conto di quel collegamento: devi solo scegliere il sito giusto!

8 – Guest posting

Molti siti web accettano ancora i guest post, ovvero articoli inviati da siti esterni e contenenti link ad uno specifico sito web. Il lato positivo è quello di avere un link in modo gratuito con una anchor text decisa da te e un contenuto creato come vuoi tu.

Il lato negativo è che non tutti questi siti sono molto autorevoli e a volte possono rappresentare delle vere bombe a orologeria: potrebbero infatti essere bannati da Google da un momento all’altro.

In ogni caso, se l’argomento ti interessa, ti consigliamo di leggere il nostro articolo su come scrivere un guest post.

Ecco un altro video in cui Matt Cutts bacchetta chi abusa della pazienza di Google:

 

9 – Iscrizione alle Directory

Oggi iscrivere un sito web a una directory non porta più tanti benefici come in passato (sì, Google ha tagliato i ponti anche con questi sistemi). Tuttavia, esistono piattaforme che agli occhi di Big G. hanno ancora un discreto fascino, con buona ottimizzazione SEO e una discreta autorevolezza. Anche in questo caso bisogna saper scegliere quella più adatta.

10 – No Follow

Una rondine non fa primavera, un commento al post non fa link building. Oggi molti link sono contrassegnati dall’attributo No Follow. Questo perché, dopo la crociata di Google contro i link compulsivi, molti siti web hanno deciso di tenere il link cliccabile ma comunicare a Google di non seguirlo e perciò non includerlo nella strategia di link building.

Google è determinato a scovare i link costruiti, perciò ti consigliamo di produrre contenuti di valore, è l’unico modo per uscirne puliti e migliorare il posizionamento!

Il blog va in vacanza per 7 giorni, ma i nostri uffici rimangono aperti: se provi a contattarci per un preventivo noi ti rispondiamo, scommetti?

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Luigi Vargiu

Luigi Vargiu

Curioso. Tanto. Forse anche per questo ho scelto di essere imprenditore in un settore in continua evoluzione, sono infatti il CEO di Strogoff ed E-Commerce Strategist. Ho formazione liceale, una laurea in Economia e Commercio, vari corsi di alta formazione in campi trasversali e tanta voglia di imparare da chiunque io incontri. Amo il bello, canto, suono la chitarra e sto imparando a suonare il pianoforte. Ho una famiglia fantastica, che è la mia più grande fonte di consapevolezza e crescita.

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Ottimo articolo, anche se ultimamente invece sto puntando sulle broken link building. In Italia funziona poco, ma sui mercati anglofoni va abbastanza bene.
    E noiosa e lunga, ma a volte riesci a prendere delle belle gemme che ti possono aiutare.

    1. Molto interessante, grazie per lo spunto! 🙂

  2. @Seospritz, dove posso approfondire il “broken link building” ?

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